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lunedì 12 maggio 2008

Certe notti canta qualcuno, certi giorni aggiungo io certi giorni ti senti uguale, monocorde, come una chitarra scordata. Fai fatica a metterti in piedi, a ricordare il tuo nome e dove vai. Ti alzi e sai di non doverti alzare ti rimetti in piedi con la forza della nenia che hai testa, ma certi giorni, dopo certe notti, sono davvero indigesti. Il gallo non canta per svegliarti. Non più. C’è la sveglia, ma la sveglia non serve quando la voglia di fragole, ti fa aprire gli occhi. Ho voglia di fragole. Ho voglia di masticare qualcosa di dolce in attesa di qualcuno che mi inondi con la sua freschezza primaverile. Ho voglia di fragola. Fragola rossa, Fragola di bosco. Del bosco dove è stata colta. Dell’erba su cui riposava, e su cui vorrei camminare a piedi nudi. Ho voglia di stiracchiarmi. Di fingermi ancora assonnata e di mordere labbra di fragola rossa. Rosso come il sangue che batte nelle arterie alle tempie, rosso come il volto dopo un’emozione violenta. Rossa come la rosa che ho ricevuto. Chissà perché ma le fragole si fanno attendere così come le donne al primo appuntamento. Le desideri quando non ci sono, così come l’amore, ti manca quando non c’è. E’ quando non c’è che ne hai più bisogno. “Mio unico amore, mio unico odio, prodigio d’amore amare un nemico” Shakespeare. L’amore è nemico anche quando non si ama un nemico.

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