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sabato 31 ottobre 2009

Allergia agli orologi


Ho rotto gli orologi. Nessun orario mi sta bene. Posso cambiare gli orologi, ma, nessuno mi calza come un vestito. Sono le otto meno cinque. Le sette e trenta all'orologio, messo apposta prima per arrivare in orario e le sette all'orologio rimasto fedele al vecchio orario. Folle il tempo, non io a rincorrerlo per fermarsi un po' a chiacchierare. Intanto ci sono tempi e tempi, tempo per pranzare, tempo per dormire, tempo per danzare, tempo per danzare, tempo per dormire, tempo per studiare, tempo per lavorare, tempo per dormire, tempo per cenare, tempo per il tempo e tempo per il niente. Il tempo, uccello rapace che strappa la consapevolezza ed il gelato ad un bimbo. C'è tempo per il caffè e tempo per il gusto. C'è tempo per chi non aspetta tempo, per chi rincorre il metrò o l'autobus, per chi ride ed aspetta il proprio turno, per chi si affretta, per chi si allenta. Ci sono i tempi propri e i tempi altrui. Ah, erano altri tempi! Adesso ci sono i tempi brevi e i tempi prolungati. I tempi possono diventare duri ma i duri possono affrontare tutte le stagioni, compreso l'inverno. Ci sono gli animali che vanno in letargo e le formiche che hanno accumulato d'estate per non essere sprovviste d'inverno. C'è tempo ed il tempo, ci sono i tempi morti e i tempi vuoti d'allegria. Ci sono i tempi miti ed i miti sul tempo. Esiste l'attesa e chi è in dolce attesa. Meglio attendere senza tendere lo sguardo allo scorrere del tempo. Il paziente in ospedale riferì "allergia ai gatti e agli orologi"

martedì 27 ottobre 2009

Sonetto 1 Shakespeare

Il mio occhio s'è fatto pittore ed ha tracciato / L'immagine tua bella sul quadro del mio cuore; / Il mio corpo è cornice in cui è racchiusa, /Prospettica, eccellente arte pittorica, / Ché attraverso il pittore devi vederne l'arte / Per trovar dove sia la tua autentica immagine dipinta, / Custodita nella bottega del mio seno, / Che ha gli occhi tuoi per vetri alle finestre. / Vedi ora come gli occhi si aiutino a vicenda: / I miei hanno tracciato la tua figura e i tuoi / Son finestre al mio seno, per cui il sole / Gode affacciarsi ad ammirare te. // Però all'arte dell'occhio manca la miglior grazia: /Ritrae quello che vede, ma non conosce il cuore

Shakespeare

" Kill me to-morrow: let me live to-night! "