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mercoledì 18 novembre 2009

Anche nella vita come nella scrittura, si parte dal "titolo"... ma a volte i titoli sono inadatti, inadeguati, e bisogna cambiare rotta, percorso...si finisce per cambiare il fine oltre che il mezzo. Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai in una camera oscura disse il sommo poeta. M.C. Mosella

mercoledì 11 novembre 2009

Cinzia Pierantonelli "Il muro dentro"

Un anno speciale perchè sono lontano in un Paese in cui la Coca cola è bandita e non ci sono panini da imbottire semplicemente perchè non trovo nulla di quelle cose buone che da noi si mangiano, almeno, alle feste, un anno speciale perchè non c'è nessuno da invitare. Un anno speciale perchè non so che musica ascoltare. Qui i gruppi inglesi e la musica più scatenata sono tollerati appena. Si sentono dalle onde delle radio dei settori americani, inglesi a Berlino ovest. Mi manca l'ansia del giorno di compleanno di quando si aspetta qualcuno per un regalo speciale. La stanza per ricevere gli amici, la musica da ascoltare, bevande selezionate, piatti usa e getta con tartine, leccornie da mangiucchiare disordinatamente: pane soffice all'olio da farcire con majonese, pomodorini, trance di tonno, basilico fragrante. Quindi sarà come in quelle annate in cui il giorno del compleanno lo si vorrebbe superfluo: è ancora troppo presto per farlo arrivare perchè non si è vissuto a sufficienza per esserci già lì allo scoccare della mezzanotte. Rimandare, rinviare, procrastinare o solo il tempo di qualche ritocco, meglio fare come se niente fosse. Qualche idiota però te lo rammenta sei costretto a ripensarci, sei costretto a sorridere, anche a sentirti più vecchio. Vorresti semplicemente stare sdraiata sul divano a leggere. Neppure un trillo del telefono, nessuno che passa per gli auguri. Silenzi imbarazzanti. Solitudini superflue. Tempo sprecato nell'ansia. Da bambina attedevo con trepida gioia la festa, le zie e i loro regali che puntualmente mi rimandavano ad uno spazio futuro del quale non sapevo nulla: mi donavano pezzi del futuro corredo. Avrei solo voluto giocare. Ma scoccava l'ora in cui si era un anno più grandi e i grandi cercano di abbreviarti l'infanzia, poi la gioventù per arginare quel sentimento di struggente nostalgia che provocano i ricordi di ieri. Il pensiero al compleanno è una specie di bilancio di solitudine. Ma se supero questo giorno, supero anche la prova di vivere in questo paese, me lo sento. Esco per strada per prendere una boccata d'aria. Avverto un'atmosfera rarefatta, quasi stantia. Fa caldo, n caldo sorprendente per la stagione, mi ricorda il clima della mia terra.