giovedì 10 aprile 2008

Orlatrice

Scrittura collettiva

Orlo del precipizio
e cucio desideri
e taglio pensieri su tovaglie ricamate
poi con spago spargo
mi sporgo intrinsecamente voglio
voglia fulva come fragola (Maria)

Sul baratro un bar atro
e io affondo ricordi e desideri.
Cerco un oracolo
ma trovo solo una Pizia
Prego Pizia, "Preci, Pizia!
"Prego, dimmi"
Non so cosa voglio
Non voglio quel che so (Ben)

Oracolo ora tracollo
sul collo e sulla schiena paura e brividi
Pizia, prego "non Preci, Pizia"
delizia so cosa voglio
un futuro altro inventa, Plizia (Maria)
profeta imperfetta
non chiedere il futuro a chi il futuro lo vede
chiedilo a chi lo faa Delfo, a Samo, a Cuma
evita la nebbia e la bruma
a Cuma, a Delfo, a Samo il futuro invento e chiamo
Più lo stringo tra le mani
più scivola come sabbiacome tempo
a Cuma a Samo a Delfo (Ben)

Cuma, Samo, Delfo
già odo odore malsano
tornano indietro
vento le mie parole
Non dirmi Plizia mestizia (Maria)

Oracoli monocoli non vedono il futuro
Del destino il vasto orbe
incompleto sempre appare
a chi d'un occhio è orbo
Né due occhi sono meglio
Quattro occhi ancora peggio
dato che son solo occhiali
Scruta a fondo il Terzo Occhio
brilla occulto al foro interno
Le donne sole sanno dov'è
scelte da sempre per profetesse
Fulve o bionde sopra tutte:
bronzo o oro nei capelli,lo scintillio di arcani metalli
Esse sole sanno, sempre, anche quando non san di sapere
(Fabrizio)

odore di iodio profeti sul mare e sul vento
odo re di odio dio di sventura che grida contento
o dò ore e dì, od io...il tempo non si misura a parole
e se le tue parole, Plizia,davvero sono vento,
che siano aquilone - vento giocattolo,e non scirocco,
vento dei pazzi sciroccati,
che siano tramontana dell'alba
e non bora boriosache siano grecale levantino
e non maestrale pedantePlizia? Mestizia?in amicizia, più letizia!
che tanta mestizia, nemmeno in beozia, manco in dalmazia, forse forse in scizia
Lì c'è mestizia,non fa nemmeno notizia.Ma qui? Ci si sfizia,ci si vizia, ci si inizia
E il vento è una lontana sfinge egizia (Ben)

Seduta sta mestizia
parole e nuvole
fulmini e pensiero
temo fremo spero (Maria)
e la speranza morde
la speranza ingiallisce
sbiadisce
oracolo ora tracollo sul collo e sulla schiena
bionda speranza vana va (Maria)

bionda? Fulva? sempre a me caro fu...
Speranza vana in vano attendo
trasudo mentre sputo la sentenza,
ora colo ora sudo e mai più vani allori.
Cosa siamo noi? Perché!!! (Daniele)"

Cielo in una bottiglia
Siamo Sabbia rosa in un astuccio
Siamo Gialle gocce di acqua piovana racchiuse in un ricordo Siamo"
Samo dice non risponde a questa di domande tra mille
e tra sudo vomito incolore
e cado ma graffio mi rialzo e grido
stringo mi sporgo intrinsecamente credo
non cedo (Maria)

Al bar atro suona la campana di chiusura;
era castanala speranza, ora è tinta,bionda ma finta
spero fremo temo.
Ma è naturale espressionedi desiderio, di passione.
Domani la speranza curvacambia strada e si fa fulva. (Ben)

Nessun commento: