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sabato 10 aprile 2010

Viaggio a Parigi


"Mi sembra la regia di un film... Ma cosa ti è saltato in testa?" Le rispose così, il Pupo, che al contrario del sopranome vantava una lunga esperienza e la tenera età di 40 anni. Aspirò il sigarò e poi tossì a quell'idea balzana. Vicky aveva un vizio ed una virtù: catturare l'anima di coloro che si confidavano e restituirla come ripulita dalle nuvole del dubbio, sapeva cogliere le sfumature dell'interlocutore e con una parola esprimerne lo stato d'animo. Talvolta, questa virtù si tramutava in vizio, quando l'interlocutore era un pò restio a mettere in luce la sua interiorità. Ma, quando c'era un problema era lì pronta ad ascoltare per risolverlo. "Allora si va o no a Parigi a farle cambiare idea? Io, il Louvre non l'ho mai visto.." Due uomini, un bel paio di gambe ed una scommessa: Vivienne, la ex di Luca aveva deciso di sposarsi con un altro, così su due piedi a soli 6 mesi di distanza dal litigio con Luca. Si erano lasciati così "amandosi", come le aveva scritto lei in un sms. Vicky ascoltando e riascoltando la sua storia almeno un centinaio di volte, aveva colto una nota che le era sfuggita. Vivienne aveva affermato di provare rancore senza dire perchè. Vicky aveva compreso il motivo di quella rabbia, attribuendola all'incapacità di Luca di esprimere le proprie emozioni, a comunicarle il proprio amore. Luca si era dunque esercitato davanti a uno specchio con Vicky e con il Pupo che tossiva dal ridere a pronunciare "ti amo" ma, non era semplice. Forse erano troppo lontane dal suo mondo, dalla sua storia fatta e sfatta di lutti e difficoltà finanziarie. Era troppo abituato a correre più che camminare, a vivere come in un incontro di boxe, e particolari come parole dolci sfuggivano al suo occhio abituato alla concretezza. "E se gli facessi una telefonata?" "Non serve", fu la risposta secca di Vicky, "devi vederla di persona e devi essere convincente". Luca iniziò a respirare con fatica, ricordando tutte le volte che avrebbe voluto dire "ti voglio bene" al padre ma non aveva avuto il coraggio di farlo, anche prima della sua morte improvvisa tra le sue braccia. Sarebbe stato capace di tutto per dimostrare affetto, stima ed amore ma le parole no, non erano il suo forte in alcuni momenti. L'idea del viaggio era di Vicky, serviva a dissuaderla da quella che a giudicare dai fatti sembrava una scellerata idea, una scelta voluta dalla rabbia più che dalla passione e dall'amore. E se non fosse servito a nulla, c'era il Louvre e la consapevolezza di aver tentato, di aver rischiato. E ricorda, aggiunse Vicky, quando una donna dice di "no" è perchè vuole essere convinta.....

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